martedì 14 novembre 2017

2 petizioni per i cani francesi e 1 domanda-riflessione


2 petizioni per i cani francesi e 1 domanda-riflessione

Da alcune petizioni circolanti su internet, apprendiamo alcuni dettagli interessanti sulla situazione del randagismo a casa dei nostri vicini francesi...
La vicenda è presto detta: il Presidente della Repubblica Francese, Macron, ha deciso di eliminare i “contratti assistiti”, mettendo a rischio ben 260 rifugi per animali per un totale di 180.000 animali. Rifugi che accolgono animali persi, abbandonati, sequestrati o di cui nessuno si prende cura per varie ragioni... Con i contratti assistiti, oltre che con il volontariato, questi rifugi si occupano degli animali.
In una delle due petizioni, il volontario che ha lanciato la petizione afferma alcune cose “interessanti” per avere un’idea di come stanno le cose Oltralpe: i cani e i gatti (totale 400 animali) del rifugio presso cui presta volontariato rischiano di essere eutanizzati, anche perché trasferirli in altri rifugi - sempre a detta di questa persona - sarebbe impossibile, dato che sono TUTTI PIENI al massimo e possono SOLO intervenire in caso di abbandoni e maltrattamenti. Non solo, si dice che la Francia è il paese europeo con PIU’ ANIMALI ma anche con PIU’ ABBANDONI E MALTRATTAMENTI di tutti i generi!
Oltre a invitarvi a firmare le due petizioni ai link che si trovano qui sotto, non possiamo fare a meno di invitare ad una riflessione: con questa situazione di canili strapieni e tanti animali da sottrarre a maltrattamenti e cattiverie... come è possibile che i “nostri” cani italiani vengano portati anche in Francia a camionate? (ufficialmente per adozioni bellissime... - solito discorso come per tanti altri paesi europei? traffici non chiari?)
Petizioni da firmare:
https://www.change.org/p/madame-la-...
https://www.mesopinions.com/petitio...

UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus
14/11/2017 

Silenzio stampa

Intanto, nel silenzio dei mezzi di comunicazione, in Puglia… riceviamo e (indignati) diffondiamo.
UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
www.unacremona.itcomunicazione@unacremona.it

 L’INVASIONE
Follia Tap, 500 militari assegnati ai cantieri per un mese. Militarizzata nella notte tutta l’area
http://www.identitainsorgenti.com/linvasione-follia-tap-500-militari-assegnati-ai-cantieri-per-un-mese-militarizzata-nella-notte-tutta-larea/

sabato 4 novembre 2017

Procioni come le nutrie... nel mirino!!

Nel parco dell'Adda Nord (sede: Trezzo sull'Adda, MI) è stato approvato il rinnovo del piano di abbattimento dei procioni.
Si parla di circa 100 animali. Presenti nel parco da almeno 15 anni.
Come sempre, non si è intervenuto quando erano pochi... si è atteso che potesse scattare un "allarme".

Le colpe? Il rischio che trasmettano il virus della rabbia... e ovviamente i danni alle coltivazioni!! (e in qualche articolo di giornale, li si ritiene responsabili anche di razzie nei pollai, oltre al fatto di rosicchiare tubi per l'irrigazione e cavi della televisione!!)
Per quanto riguarda la rabbia, l'EFSA nel 2015 ha ritenuto efficace la vaccinazione orale anche per la specie procione (con alcuni accorgimenti relativamente alle condizioni climatiche e comunque sottolineando la necessità di una continuità temporale della vaccinazione).

E' una questione che sta già allarmando anche alcune zone del Cremasco, quelle confinanti con l'area del Parco... niente di più facile che gli animali, sentendosi in pericolo in quella zona, si spostino alla ricerca di aree più tranquille in cui vivere.

L'obiettivo è il solito: totale eradicazione.
L'eradicazione è cominciata nel 2014... al momento c'è la convenzione fino al 31/12/2019... ma già si parla di prolungare l'attività a tutto il 2020!! 

Studi scientifici affermano che, per qualsiasi popolazione animale, le uccisioni non servono a diminuire il numero di animali complessivo, anzi aumentano la fertilità degli animali rimasti, perché è una dinamica naturale che le popolazioni (animali) si adattino numericamente allo spazio e alle risorse disponibili... e se la densità numerica cala, ci pensa la natura a far di nuovo aumentare la popolazione. Questioni di conservazione della specie.
Che ne può sapere la natura che un'altra specie si vuol prendere l'arbitrio di decidere, fucile in mano, che altri devono morire?
I procioni condivideranno il destino delle nutrie: catturati con la stessa tipologia di gabbie, uccisi probabilmente nello stesso modo.

Anche l'origine della presenza di questi animali alloctoni è simile a quella delle nutrie: colpa dell'uomo.
Si tratta di animali di origine nordamericana, introdotti in Europa per la caccia e per la produzione di pellicce, ma richiesti anche come animali domestici (per la loro bellezza), salvo poi essere rilasciati in natura dai proprietari quando ci si rende conto che da adulti possono essere "aggressivi" (e come dar loro torto, visto che sono costretti alla cattività?) e che comunque occuparsi di loro non è semplice.
Nonostante il procione sia da alcuni anni definito "specie invasiva" (alloctona), la maggior parte dei paesi europei non ne controllano il commercio ed esistono venditori privati non autorizzati i cui annunci di vendita proliferano su internet.
In Italia la loro detenzione è vietata dalla legge ai privati... e sono pochi anche i centri autorizzati a detenerli qualora siano ritrovati in natura o vadano "spostati" come nel caso dei procioni del parco dell'Adda.

Facciamo un po' di storia della colonia di procioni dell'Adda, partendo da alcuni articoli trovati sul web:
la loro presenza nella zona risale a circa 10 anni fa, quando probabilmente qualcuno ha abbandonato nell'ambiente alcuni esemplari.
Grazie alla loro straordinaria capacità di adattamento e alla mancanza di predatori naturali, il loro numero è rapidamente aumentato.
Burocrazia e (presunti) problemi economici hanno allungato i tempi per la cattura di questi animali... nonostante la cattura sarebbe stata più semplice e meno dispendiosa quando gli esemplari erano pochi!!
Nel maggio 2015, si diceva che era pronto il piano per trasferirli in Umbria in massa, essendoci in quella regione uno dei pochi centri autorizzati alla loro detenzione con posti ancora liberi. Stanziati, per la realizzazione di questo piano, 30.000 euro.
Poco meno di un anno dopo, nel marzo 2016 si afferma che le spese di trasporto non sarebbero coperte da quel budget e per la stessa ragione naufraga l'ipotesi della creazione di un centro apposito nei paesi dell'Adda. 

Ma continuiamo a parlare di soldi... ora, nel 2017, vengono stanziati altri 60.000 euro per proseguire la mattanza, di cui 15.000 euro dati dall'ente parco e 45.000 dai contributi della Regione Lombardia (anche attraverso finanziamenti europei).
Con questi, i soldi sono in totale 90.000 euro!!
Quindi tutti i contribuenti  volenti o nolenti mettono dei soldi in questa "impresa", piuttosto che in metodi ecologici per limitare il numero di esemplari senza uccisioni. Soluzioni alternative alla mattanza ci sono, lo spostamento degli animali o la creazione di un centro sul territorio. Nemmeno con questi ulteriori 60.000 euro è possibile realizzare una di queste due opzioni non cruente??



Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
04/11/2017