lunedì 4 dicembre 2017

No glifosato... ma anche no vivisezione!

No glifosato... ma anche no vivisezione!
In questi ultimi mesi, grande rilevanza ha avuto la discussione sul glifosato, sul suo utilizzo in agricoltura e sulla sua nocività e cancerogenicità.
In questo contesto, sta circolando con una buona diffusione, soprattutto in ambienti (virtuali e reali) ambientalisti, la raccolta fondi lanciata dall’Istituto Ramazzini per il finanziamento “dal basso” di un progetto di ricerca che miri a dimostrare gli effetti (dannosi) di questa sostanza sulla salute umana.
Sarebbe un’ottima notizia, avere uno studio attendibile e non di parte su questo argomento... peccato che questo promesso studio si baserà sulla vivisezione (o sperimentazione animale, per noi il termine si equivale, ad indicare studi su animali).
È bastato cercare qualche informazione in più sul loro sito ufficiale (http://glyphosatestudy.org/it) per scoprire che “Una caratteristica peculiare degli studi di cancerogenesi dell’IR [Istituto Ramazzini] è che i ratti sono trattati dalla vita prenatale e mantenuti sotto osservazione fino a morte spontanea o almeno fino a 130 settimane di età, corrispondenti a circa 75 anni nell’uomo”. Si parla inoltre di “tossicità a lungo termine del glifosato a dosi uomo-equivalenti”.
Sì: per capire se una sostanza fa male all’uomo, si ricorre al paradigma ormai da più parti ritenuto assolutamente non predittivo e non scientifico degli esprimenti su animali, in questo caso ratti!
Ci viene spontaneo commentare all’istante ricordando un articolo degli scienziati di Antidote Europe: Noi non siamo dei ratti di 70 kg! (http://antidote-europe.org/humains-ne-sont-pas-rats-70kg/ 5 aprile 2011).
Sempre più scienziati riconoscono l’evidenza che non è possibile estendere i risultati ottenuti sperimentando una sostanza su una specie animale ad un’altra specie, perché ogni specie ha delle determinate caratteristiche biologiche, metaboliche, fisiche...
Vi chiediamo di esprimere la vostra contrarietà all’Istituto Ramazzini (contatti: https://glyphosatestudy.org/it/contatto/) per il loro ricorso a studi su animali e di non finanziare questo progetto se non cambierà l’impostazione di ricerca, con l’abbandono del vecchio paradigma della vivisezione a favore di una vera scienza che – basandosi su studi su cellule, tessuti e cellule umane – possa davvero darci una risposta così importante riguardo la tossicità e cancerogenicità di questo prodotto.
Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus
Cremona, 4/12/2017


lunedì 27 novembre 2017

UNA in piazza - dicembre 2017

UNA IN PIAZZA... ANCHE A DICEMBRE 

Anche a dicembre (tempo permettendo!) tornano gli appuntamenti con i nostri tavoli informativi:

- domenica 3 dicembre presso il Mercatino del Biologico, Piazza Stradivari a Cremona - tutto il giorno

- sabato 23 dicembre sotto la Galleria XXV Aprile, angolo corso Campi - corso Cavour (dove c'era la gelateria Grom) - tutto il giorno


Vi aspettiamo con libri, volantini, le nostre magliette e anche qualche oggetto, con cui potrete fare o farvi un regalo...!!

UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus



martedì 14 novembre 2017

2 petizioni per i cani francesi e 1 domanda-riflessione


2 petizioni per i cani francesi e 1 domanda-riflessione

Da alcune petizioni circolanti su internet, apprendiamo alcuni dettagli interessanti sulla situazione del randagismo a casa dei nostri vicini francesi...
La vicenda è presto detta: il Presidente della Repubblica Francese, Macron, ha deciso di eliminare i “contratti assistiti”, mettendo a rischio ben 260 rifugi per animali per un totale di 180.000 animali. Rifugi che accolgono animali persi, abbandonati, sequestrati o di cui nessuno si prende cura per varie ragioni... Con i contratti assistiti, oltre che con il volontariato, questi rifugi si occupano degli animali.
In una delle due petizioni, il volontario che ha lanciato la petizione afferma alcune cose “interessanti” per avere un’idea di come stanno le cose Oltralpe: i cani e i gatti (totale 400 animali) del rifugio presso cui presta volontariato rischiano di essere eutanizzati, anche perché trasferirli in altri rifugi - sempre a detta di questa persona - sarebbe impossibile, dato che sono TUTTI PIENI al massimo e possono SOLO intervenire in caso di abbandoni e maltrattamenti. Non solo, si dice che la Francia è il paese europeo con PIU’ ANIMALI ma anche con PIU’ ABBANDONI E MALTRATTAMENTI di tutti i generi!
Oltre a invitarvi a firmare le due petizioni ai link che si trovano qui sotto, non possiamo fare a meno di invitare ad una riflessione: con questa situazione di canili strapieni e tanti animali da sottrarre a maltrattamenti e cattiverie... come è possibile che i “nostri” cani italiani vengano portati anche in Francia a camionate? (ufficialmente per adozioni bellissime... - solito discorso come per tanti altri paesi europei? traffici non chiari?)
Petizioni da firmare:
https://www.change.org/p/madame-la-...
https://www.mesopinions.com/petitio...

UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus
14/11/2017 

Silenzio stampa

Intanto, nel silenzio dei mezzi di comunicazione, in Puglia… riceviamo e (indignati) diffondiamo.
UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
www.unacremona.itcomunicazione@unacremona.it

 L’INVASIONE
Follia Tap, 500 militari assegnati ai cantieri per un mese. Militarizzata nella notte tutta l’area
http://www.identitainsorgenti.com/linvasione-follia-tap-500-militari-assegnati-ai-cantieri-per-un-mese-militarizzata-nella-notte-tutta-larea/

sabato 4 novembre 2017

Procioni come le nutrie... nel mirino!!

Nel parco dell'Adda Nord (sede: Trezzo sull'Adda, MI) è stato approvato il rinnovo del piano di abbattimento dei procioni.
Si parla di circa 100 animali. Presenti nel parco da almeno 15 anni.
Come sempre, non si è intervenuto quando erano pochi... si è atteso che potesse scattare un "allarme".

Le colpe? Il rischio che trasmettano il virus della rabbia... e ovviamente i danni alle coltivazioni!! (e in qualche articolo di giornale, li si ritiene responsabili anche di razzie nei pollai, oltre al fatto di rosicchiare tubi per l'irrigazione e cavi della televisione!!)
Per quanto riguarda la rabbia, l'EFSA nel 2015 ha ritenuto efficace la vaccinazione orale anche per la specie procione (con alcuni accorgimenti relativamente alle condizioni climatiche e comunque sottolineando la necessità di una continuità temporale della vaccinazione).

E' una questione che sta già allarmando anche alcune zone del Cremasco, quelle confinanti con l'area del Parco... niente di più facile che gli animali, sentendosi in pericolo in quella zona, si spostino alla ricerca di aree più tranquille in cui vivere.

L'obiettivo è il solito: totale eradicazione.
L'eradicazione è cominciata nel 2014... al momento c'è la convenzione fino al 31/12/2019... ma già si parla di prolungare l'attività a tutto il 2020!! 

Studi scientifici affermano che, per qualsiasi popolazione animale, le uccisioni non servono a diminuire il numero di animali complessivo, anzi aumentano la fertilità degli animali rimasti, perché è una dinamica naturale che le popolazioni (animali) si adattino numericamente allo spazio e alle risorse disponibili... e se la densità numerica cala, ci pensa la natura a far di nuovo aumentare la popolazione. Questioni di conservazione della specie.
Che ne può sapere la natura che un'altra specie si vuol prendere l'arbitrio di decidere, fucile in mano, che altri devono morire?
I procioni condivideranno il destino delle nutrie: catturati con la stessa tipologia di gabbie, uccisi probabilmente nello stesso modo.

Anche l'origine della presenza di questi animali alloctoni è simile a quella delle nutrie: colpa dell'uomo.
Si tratta di animali di origine nordamericana, introdotti in Europa per la caccia e per la produzione di pellicce, ma richiesti anche come animali domestici (per la loro bellezza), salvo poi essere rilasciati in natura dai proprietari quando ci si rende conto che da adulti possono essere "aggressivi" (e come dar loro torto, visto che sono costretti alla cattività?) e che comunque occuparsi di loro non è semplice.
Nonostante il procione sia da alcuni anni definito "specie invasiva" (alloctona), la maggior parte dei paesi europei non ne controllano il commercio ed esistono venditori privati non autorizzati i cui annunci di vendita proliferano su internet.
In Italia la loro detenzione è vietata dalla legge ai privati... e sono pochi anche i centri autorizzati a detenerli qualora siano ritrovati in natura o vadano "spostati" come nel caso dei procioni del parco dell'Adda.

Facciamo un po' di storia della colonia di procioni dell'Adda, partendo da alcuni articoli trovati sul web:
la loro presenza nella zona risale a circa 10 anni fa, quando probabilmente qualcuno ha abbandonato nell'ambiente alcuni esemplari.
Grazie alla loro straordinaria capacità di adattamento e alla mancanza di predatori naturali, il loro numero è rapidamente aumentato.
Burocrazia e (presunti) problemi economici hanno allungato i tempi per la cattura di questi animali... nonostante la cattura sarebbe stata più semplice e meno dispendiosa quando gli esemplari erano pochi!!
Nel maggio 2015, si diceva che era pronto il piano per trasferirli in Umbria in massa, essendoci in quella regione uno dei pochi centri autorizzati alla loro detenzione con posti ancora liberi. Stanziati, per la realizzazione di questo piano, 30.000 euro.
Poco meno di un anno dopo, nel marzo 2016 si afferma che le spese di trasporto non sarebbero coperte da quel budget e per la stessa ragione naufraga l'ipotesi della creazione di un centro apposito nei paesi dell'Adda. 

Ma continuiamo a parlare di soldi... ora, nel 2017, vengono stanziati altri 60.000 euro per proseguire la mattanza, di cui 15.000 euro dati dall'ente parco e 45.000 dai contributi della Regione Lombardia (anche attraverso finanziamenti europei).
Con questi, i soldi sono in totale 90.000 euro!!
Quindi tutti i contribuenti  volenti o nolenti mettono dei soldi in questa "impresa", piuttosto che in metodi ecologici per limitare il numero di esemplari senza uccisioni. Soluzioni alternative alla mattanza ci sono, lo spostamento degli animali o la creazione di un centro sul territorio. Nemmeno con questi ulteriori 60.000 euro è possibile realizzare una di queste due opzioni non cruente??



Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
04/11/2017

domenica 15 ottobre 2017

UNA Cremona in piazza - ottobre 2017

Torna l'appuntamento con i tavoli informativi della nostra associazione... sperando che il tempo sia dalla nostra parte: se non piove ci saremo:
- DOMENICA 22 OTTOBRE, presso il Mercatino del Biologico in Piazza Stradivari a Cremona - tutto il giorno (fino alle 19 circa)
- SABATO 28 OTTOBRE, sotto la Galleria XXV Aprile a Cremona, solo la mattina

Vi aspettiamo con volantini, libri, magliette, qualche oggetto per fare o farvi un regalo e nello stesso tempo aiutarci nelle nostre campagne di informazione...
Visto la triste presenza in questi giorni a Cremona della festa del salame prima e delle fiere di bovini/polli/maiali e prodotti caseari, questi tavoli daranno più spazio al tema di quello che possiamo fare noi con la nostra alimentazione per non causare sofferenza ad altri esseri viventi.
vi aspettiamo!

UNA CREMONA
ONLUS
(UOMO-NATURA-ANIMALI)

giovedì 12 ottobre 2017

I colpevoli e i non innocenti

I colpevoli e i non innocenti

Egregio direttore,
con la sentenza della Cassazione che ha confermato le condanne per il canile di Cremona, è scoppiato un putiferio dai colori (anche) politici. A noi questo non interessa, quello che conta è che non si dimentichi mai quello che è successo ai poveri cani (protrattosi per anni perché “andava tutto bene”) e che ciò serva da monito per il futuro. Gli animali, purtroppo, molto spesso devono essere difesi anche dalle azioni di chi dovrebbe non solo rispettarli, ma occuparsene per proprio “scopo” e in quanto fornitore di un servizio che dovrebbe essere sempre controllato da Comuni e Servizi pubblici veterinari, nell’interesse primario degli animali e in quello secondario dei cittadini che finanziano (soprattutto nel caso di convenzioni pubbliche).
Cordiali saluti

Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)


12/10/2017

sabato 23 settembre 2017

Cremonese come noi


Dal blog carmenluciano.com abbiamo appreso una nuova “moda” lanciata per l’inverno ormai alle porte: cover per I-Phone in pelliccia vera. Sì, proprio così. Per l’articolo completo e gli indirizzi mail per la protesta vi rimandiamo direttamente all’articolo
Non abbiamo potuto fare a meno di notare che tra gli stilisti che hanno firmato questi prodotti di inutile crudele vanità c’è anche la blogger cremonese Chiara Ferragni.
Per questo abbiamo voluto scriverle una lettera dedicata.

Cara Chiara,
abbiamo deciso di aderire anche noi a una protesta che è stata lanciata a livello nazionale per protestare contro la produzione di cover per I-Phone con pelliccia vera.
Dato che lei è cremonese come noi, abbiamo deciso di scriverle una lettera diversa da quella che abbiamo inviato alle grandi firme della moda.
Davvero non sa cosa c’è dietro alla realizzazione delle pellicce?
Forse è così, pertanto vogliamo darle qualche informazione.
Gli animali allevati per la loro pelliccia vivono un’intera vita in gabbia, spesso in condizioni igieniche precarie e con problematiche di tipo psicologico date dalla mancata libertà; quando viene il momento di essere uccisi, i metodi sono volti esclusivamente alla “protezione” della migliore qualità del prodotto finale (la pelliccia) che sarà loro strappata insieme alla vita: elettrocuzione, camera a gas, uso di strumenti contundenti… spesso gli animali sono ancora VIVI quando vengono privati della loro pelliccia, lasciando a nudo muscoli e tendini. La morte sopraggiunge mentre loro spasimano in preda ad atroci sofferenze.
Cercando su internet, troverà molte altre informazioni, anche video di investigazioni negli allevamenti e sulle procedure con cui questi animali vengono uccisi.
Vale davvero la pena di essere complice di queste atrocità solo per un’inutile crudele vanità?
O non sarebbe meglio e più giusto che la vanità sia anche rispettosa di altri esseri viventi, che hanno diritto di vivere?
Speriamo che questo messaggio le serva per riflettere e se vorrà chiederci altre informazioni noi siamo a disposizione.
Saluti,

Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
www.unacremona.itcomunicazione@unacremona.it

mercoledì 20 settembre 2017

UNA Cremona in piazza - 24/09/2017

UNA Cremona in piazza - 24/09/2017


Dopo l'estate... torna l'appuntamento con i nostri tavoli informativi mensili!!
A Settembre, ci troverete con il nostro materiale informativo:
>>> domenica 24 settembre - tutto il giorno - ospiti del Mercatino del biologico - ai Giardini Pubblici di Cremona (piazza Roma)

Vi aspettiamo!!
UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)

sabato 9 settembre 2017

Glifosato, REACH... i test su animali non sono affidabili!

Glifosato, REACH... I test su animali non sono affidabili!

Il 7 settembre 2017, è stata presentata a Bruxelles, presso la Commissione UE per le petizioni, la petizione contro il GLIFOSATO, promossa da Gisela Urban e Gabriele Menzel  dell’Associazione tedesca Tierfreunde ohne Grenzen, insieme all’associazione contro la vivisezione BRD, Antidote Europe e il Partito Animalista. 
Questa è la seconda petizione presentata, la prima fu archiviata! La petizione per ora è stata discussa, ora la Commissione dovrà lavorare sull’argomento: la discussione finale e le decisioni sono attese per la fine di quest’anno o l’inizio del 2018. Le promotrici hanno preavvisato che se anche questa volta la petizione sarà archiviata ci sarà una denuncia.

In questa occasione, dinnanzi all’organismo UE, il Dr. André Ménache di Antidote Europe ha fatto il seguente intervento:
“Buongiorno, ringrazio il Parlamento europeo per questa opportunità di presentare questa petizione. Grazie anche alle associazioni di volontariato e alle ONG per la loro perseveranza nel portare avanti la creazione di questa importante petizione. La ragione per questa petizione è che l’attuale regolamento REACH non è in grado di proteggere la salute dei cittadini dell’UE per due ragioni principali: la continua fiducia sui test su animali; e la raccolta insufficiente di dati umani. I test su animali non sono basati su evidenze e nemmeno predittivi per gli umani. Abbiamo già ascoltato informazioni sul Bisfenolo A (BPA). I produttori di BPA sono riusciti a portare questo prodotto sul mercato scegliendo le specie di animali che  meglio si adattano. Nel caso del BPA, il ratto Sprague-Dawley è diverse migliaia di volte più resistente agli effetti ormonali di questo distruttore endocrino rispetto al topo CF1. L’industria ha ovviamente scelto il ratto piuttosto che il topo per portare il BPA ad essere accettato daòòe autorità di regolamentazione. BPA è anche capace di causare un effetto biologico sulle nostro cellule a dosi molto basse (poche parti per trilione). Un ratto non può predire quello che succederà in un topo e nemmeno quello che accadrà in un essere umano. Ci stiamo ancora affidando a requisiti regolatori adottati nel 1946 o 1947. Queste leggi che richiedono test su animali sono ora vecchie di 70 anni rispetto all’attuale conoscenza scientifica. È ora di aggiornare le leggi. C’è una grave carenza di raccolta di dati umani. Dal 2003 conosciamo la presenza di 300 sostanze chimiche industriali nei corpi dei neonati. Al momento la lista REACH delle sostanze molto preoccupanti (Substances of Very High Concern, SVHC) ammonta a 174. Sarebbe stato più logico lanciare la lista di SVHC all’inizio del programma REACH (nel giugno 2007) usando le 300 sostanze già presenti nel corpo dei neonati. Dovremmo essere tutti sconvolti dal fatto che il cancro è ora la principale causa di morte dei bambini sotto i 14 anni in molte nazioni in Europa. La mancanza di raccolta di dati epidemiologici su persone esposte a sostanze chimiche, in particolare su milioni di lavoratori impiegati in diverse industrie, rappresenta un grande spreco di una risorsa preziosa. Alcuni penseranno che ciò sia dovuto a incompetenza burocratica. Altri la chiamerebbero piuttosto criminale negligenza. Io preferisco essere d’accordo con quest’ultima ipotesi, data l’importanza attribuita all’epidemiologia già negli anni Cinquanta e Sessanta, che ha dimostrato il collegamento tra il fumo e il cancro ai polmoni nelle persone. I responsabili ancora oggi, tuttavia, si concentrano soprattutto sui test su animali a scapito della raccolta di dati umani. La Commissione Europea finalmente si è svegliata a lanciare un progetto di bio-monitoraggio all’interno del programma Horizon 2020, annunciato nel dicembre 2016. Il programma REACH nella sua forma attuale non funziona. Deve essere adattato alla scienza del 21° secolo. Noi abbiamo numerose potenti tecnologie come l’epidemiologia molecolare, i modelli umani PBPK, la tossicogenomica, Adverse Outcome Pathway (PDO) e una gamma di altri metodi che si concentrano esclusivamente sugli umani. Grazie per l’attenzione”. 

giovedì 7 settembre 2017

Abbandoni o traffici?

VAIANO CREMASCO: Canile al 'completo', raddoppiato il numero degli abbandoni


Notizia che mette tristezza... ma che fa anche sorgere qualche dubbio: non è che alcuni di quei cani "smarriti" senza chip provengono dal traffico di animali dal sud? da staffette finite senza adozione? da neo-adottanti senza scrupoli che si disfano del cane appena si rendono conto che è un impegno e una responsabilità? 
Il dubbio viene per il fatto che, leggendo i post degli animali ritrovati, troppi sono senza chip, trovati vaganti in numero troppo elevato per paesi con poche centinaia o migliaia di abitanti... 
Altresì, sappiamo che i traffici di cani passano anche dal nostro territorio e che certi finti animalisti fanno partire animali dal sud senza chip, senza controlli...
BASTA!!!!

UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
7/9/2017

Catturate Kj2 viva o morta

venerdì 25 agosto 2017

Traffico illegale di animali

Traffico illegale di animali

Nel libro di Stefano Izzo “Intelligence e gestione delle informazioni. Attività preventiva contro i traffici illeciti”, edito nel 2011 da Franco Angeli nella collana Criminologia, è contenuto un interessante contributo di Antonello Colosimo (Consigliere della Corte dei Conti, docente universitario, già Vice Alto Vicario per la lotta alla contraffazione). In esso si parla del contrasto ai traffici illeciti, e il secondo punto trattato riguarda il TRAFFICO ILLEGALE DI ANIMALI.

Crediamo che sia molto interessante che un simile argomento venga non solo trattato all'interno di una rassegna dedicata a diversi illeciti di rilevante spessore (come ad esempio rifiuti, armi e persone), ma che il testo in questione sia pubblicato da una delle più rilevanti case editrici italiane nella collana dedicata alla Criminologia.

Per questioni di copyright, non possiamo riprodurne integralmente il testo, contenuto alle pagine 70-73 del libro, ma vogliamo comunque offrirvi un sunto di quanto vi è scritto. [sottolineature e neretti sono nostri; tra virgolette le citazioni dal testo dell’autore].


Subito in apertura, viene citata come fonte la relazione di Ioanna Garagouni, Presidente della Confederazione delle Associazioni animaliste greche (marzo 2007).
Il traffico illegale di animali da compagnia, si afferma, è un fenomeno in espansione.
Si inizia con il caso del territorio greco, con 15-20.000 animali esportati ogni anno (secondo le dichiarazioni di chi questo traffico lo fa) e l’attività ultra trentennale di collaborazione tra cittadini stranieri e greci, in nome di “presunte Associazioni Animaliste” per esportare questi animali, “con il pretesto di adozioni internazionali”, che vengono “spostati in canili o presso Associazioni straniere, soprattutto tedesche, per poi scomparire nel nulla”.
Questo non è che uno spunto per ampliare la visione: “Se consideriamo che nello stesso modo avvengono esportazioni anche da molti Paesi del Sud ed Est Europa e che i randagi hanno tutti la stessa ignota destinazione, viene da chiedersi quale sia l’effettiva sorte di questi animali”.
Gli animali finiscono in una “rete di traffici illeciti” che comprende territori di tutta Europa: partono da paesi con alto tasso di randagismo (Italia compresa) e arrivano in altri paesi, soprattutto la Germania.
Pur senza fare alcun nesso evidente con i traffici, si rileva che:
- sono milioni i cani e gatti randagi che vengono usati per l’industria della pelletteria, per i test chimici, farmacologici, cosmetici e delle armi.
- ci sono siti internet tedeschi con annunci di “adozione” di randagi stranieri (di ogni età – quindi anche anziani – e anche malati), “venduti per una cifra compresa tra i 100 e 350 euro”.
- il randagismo esiste anche nei paesi “civilizzati” (si accenna ai casi dell’Inghilterra e della Germania).
Sia l’esistenza di canili lager – che operano in “totale illegalità” – sia il fatto che “molti sedicenti ‘amanti degli animali’, ossia gli esportatori” gestiscano “punti di raccolta di randagi, per poi spedirli in altri Paesi” vengono dall’autore collegati a “appoggio” e “totale indifferenza” delle autorità competenti (Comuni, Prefetti, A.S.L. Veterinaria e altre).
Il discorso torna poi alla Grecia e ai siti tedeschi, con il riferimento alla Legge greca che nel 2003 ha regolamentato adozioni/esportazioni e che ha fatto infuriare gli esportatori stranieri e i loro contatti greci, arrivando alla pubblicazione di foto e testi che descrivono la Grecia come “una nazione di sadici barbari, che godono nel torturare gli animali e che non permettono ai ‘civili europei’ di salvarli attraverso adozioni internazionali. (...) L’esagerazione è tale che lo scopo è ovvio, quello di alimentare un traffico trasversale”.
Nonostante queste evidenze, il traffico non si è fermato... e non sono serviti nemmeno i blocchi ripetuti di animali in partenza da porti e aeroporti verso Germania, Belgio, Olanda e Danimarca, condotti da Associazioni “vere”.
Se “dietro ogni traffico di animali compare l’ombra dell’illegalità”, si è realizzato poco di concreto. “I traffici illegali aumentano approfittando della vulnerabilità non solo legislativa a tutela delle frontiere continuando in una macabra attività, senza problemi, senza sanzioni, con Governi che fanno da spettatori e, soprattutto, con totale disprezzo per il valore della vita di questi poveri indifesi animali”.
La conclusione dell’intervento è affidata ad una riflessione morale: ogni singolo cittadino ha il dovere di essere informato su questa orribile realtà, perché si possa prevenire, nel rispetto delle vite animali, questo fenomeno; la protezione degli animali indifesi non riguarda solo animalisti o persone sensibili agli animali, ma è una questione di “rispetto nei confronti della dignità umana ed è un obbligo morale per ogni persona onesta”.


Come associazione che da decenni si oppone al traffico di animali, non possiamo che ringraziare Antonello Colosimo per l’attenzione riservata a questo tema e soprattutto per le parole usate.
Non dimentichiamo, inoltre, l’impegno di Ioanna Garagouni (recentemente scomparsa) che tanto ha battagliato per difendere i “suoi” randagi greci da viaggi verso l’ignoto e per migliorare le condizioni degli animali direttamente sul posto, nel proprio Paese.


UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus

25/8/2017

giovedì 17 agosto 2017

NO alla GUERRA ai CINGHIALI

Nella calda e un po' noiosa estate padana, si è affacciato lo spettro di un "nuovo" mostro, prontamente messo di nuovo nel mirino dei politici al soldo degli zelanti cacciatori...
SONO ARRIVATI I CINGHIALI.
ah no, già, non sono arrivati. Sono stati IMMESSI per scopi venatori, perché i cacciatori devono avere prede (poverini!). Poi, ovviamente, proliferano; e questa non è cosa accidentale, non è solo naturale ma anche voluta (si vedano i casi di pasturazione dei cinghiali... vietata, ma di fatto messa in atto)... ad un solo scopo: cacciare, cacciare e ancora CACCIARE.

Riproponiamo la nostra lettera di gennaio:
La voluta ignoranza uccide

Vi consigliamo questa lettura:
Si devono abbattere i cinghiali?

UNA Cremona onlus (Uomo-Natura-Animali)

domenica 13 agosto 2017

Così muore un'innocente...


KJ2 è stata assassinata.
C'è poco spazio per parole che non suonino vuote e inutili, perché non si è riusciti a salvarla. L'hanno condannata dal primo momento. A partire dall'escursionista che ha "tralasciato" di raccontare della sua bastonata a questa orsa. Da legittima difesa ad attacco. E questo è bastato a chi non aspettava altro per dare voce e potere a forze che stanno a malapena nei limiti della legge, chiedendo a gran voce di AMMAZZARE qualunque animale stia loro tra i piedi, non importa altro, nemmeno che la collettività ha pagato per reintrodurre quegli animali, che tuttavia devono stare all'interno di spazi che sono ben precisi quando si tratta di definire i doveri degli animali (guai ad uscire da essi!) ma alquanto elastici se è l'uomo a doverci entrare per i suoi interessi!!
Di KJ2 si è parlato, per lei tanti hanno preso la parola.
Ma è morta da innocente esattamente come altri animali di cui abbiamo saputo nome e storia da terribili fatti di cronaca, ma anche come tanti altri animali la cui sofferenza e morte non passa dai giornali e spesso nemmeno dai profili social; animali di serie B che non saranno mai come un'orsa famosa.
A tutti gli assassini di animali: VERGOGNA!

martedì 20 giugno 2017

La Sentenza UE sugli (ex) "latti vegetali"

Consigliamo la lettura di questo chiaro ma preciso articolo in merito alla recente Sentenza dell'Unione Europea in merito agli (ex) "latti vegetali"...

La sentenza europea su “latte” vegetale spiegata dall’avvocato

https://www.vegolosi.it/news/la-sentenza-europea-su-latte-vegetale-spiegata-dallavvocato/

giovedì 8 giugno 2017

allevamenti / la verità non si oscura!

"Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere"(Bertolt Brecht)





Diffondiamo questo video per sostenere Essere Animali

"Quando abbiamo reso pubblica l'indagine Prosciutto Crudele sapevamo che avrebbe creato scalpore: le immagini erano davvero forti, di una crudeltà quasi inguardabile, e poi era in qualche modo legata al nome di uno dei più famosi marchi italiani nel mondo.

E così è andata. L'indagine è stata diffusa ben 5 volte dal Tg Regionale Emilia Romagna, ripresa da tutti i cartacei della regione e da tutti i media online nazionali. Se ne è parlato persino in Inghilterra, Cina e Hong Kong.

Il video su Youtube ha raggiunto rapidamente mezzo milione di visualizzazzoni e quello caricato su facebook è stato visto da più di un milione di persone.

Ma verranno entrambi cancellati dalla Polizia Postale: "in via preventiva"!

Ovviamente come sapevamo di creare notizia ci aspettavamo anche una risposta da chi si è trovato in qualche modo accusato per i mancati controlli in quell'allevamento: il Consorzio del Prosciutto di Parma. Risposta che non ha tardato ad arrivare e che ora grazie a un giudice porterà tra domani e dopodomani al "sequestro preventivo" di questa importantissima investigazione.

Nei prossimi giorni le autorità provvederanno a:

Oscurare il sito www.prosciuttocrudele.it

Cancellare da Youtube il video dell'indagine

Far cancellare da facebook tutti i post che riportano a quel sito o video, con cui nell'insieme abbiamo raggiunto 4,9 milioni di persone!"

http://www.essereanimali.org 


venerdì 2 giugno 2017

Regolamento sugli animali Bene Cremona Ma cose da rivedere

LA PROVINCIA Domenica 21 Maggio 2017


Regolamento sugli animali Bene Cremona Ma cose da rivedere


Egregio direttore, per la nostra associazione la decisione del comune di Cremona di intervenire in merito alla convivenza con (alcuni) animali è sicuramente un passo importante, soprattutto per quanto riguarda i circhi con animali (anche se per giudicare compiutamente queste nuove norme aspettiamo di vederle in atto). Altri aspetti dello stesso regolamento ci hanno soddisfatto meno, per quanto riguarda ad esempio la questua con animali, che giustamente interviene nei casi in cui gli animali sono sfruttati da persone senza scrupoli ma non contempla (e quindi non distingue) i casi purtroppo non singolari in cui gli animali sono compagni di vita di persone che per scelta o per difficoltà socio-economiche sono costretti a vivere per strada e/o di elemosina, ma che amano e rispettano i propri quattro zampe. Associazione Una, Uomo-Natura-Animali(Cremona)


sabato 20 maggio 2017

UNA in piazza - Maggio 2017

Anche a Maggio, non può mancare l'appuntamento con il nostro tavolo informativo!!!!
Troverete magliette, libri, opuscoli informativi, adesivi, qualche gadget e piccole creazioni fatte a mano...
Questo mese vi aspettiamo domenica 28 maggio... in Piazza Stradivari a Cremona.


UNA Cremona onlus

domenica 2 aprile 2017

Nutrie e sterilizzazione

Lettere al direttore pubblicate dal quotidiano cremonese "La Provincia" in merito alle nutrie e alla loro sterilizzazione.


"La Provincia" 

16/03/17
  
Il problema nutrie
L’unica arma possibile è la sterilizzazione
Signor direttore,
è singolare la convinzione che ‘cerdella.60’ ha diramato con la lettera pubblicata il 10 marzo*. Peccato che questo signore ignori totalmente la vera causa di quanto è avvenuto con l’importazione di animali dall’America Latina (dove le nutrie sono considerate animali domestici) allo scopo di farle diventare pellicce di castorino. Pittoresca è la sua convinzione che il non riuscire ad eradicare questi animali sia colpa degli animalisti che hanno osato fare ricorsi al Tar, ai prefetti ed al Presidente della Repubblica per evitare l’uccisione di questi animali ovunque, in qualsiasi orario sia con spari che con il trappolaggio e successivo sparo dell’animale in gabbia.
Per fortuna contesta almeno lo spargimento di veleni, ma non prende in considerazione l’unico sistema umano di fermare la proliferazione con la sterilizzazione. Sono certamente una ventina di anni che si continua ad uccidere e non si è risolto il problema poiché non si vuole credere come con le nutrie uccise vengono a nascere molti più cuccioli dato che la vita di qualsiasi essere vivente tende a sopravvivere ed a mantenere la possibilità di resistere numericamente: le nutrie vive provvedono a partorire più volte del normale.
Noi continueremo a combattere contro i sistemi sanguinari e ci auguriamo che un normale buon senso prevalga e metta fine ad una inutile mattanza prodotta dalla ignoranza umana.
Francarita Catelani
(presidente dell'associazione UNA CREMONA Onlus)


*Riferimento a: LA POLEMICA Lotta alle nutrie persa a causa degli ambientalisti (disponibile alla pagina: http://www.laprovinciacr.it/lettere/il-direttore-risponde/163320/lettere-al-direttore-1.html) 10/3/2017

In risposta alla stessa lettera, c'è anche l'intervento di Giuseppe Monticelli di Codogno:
Nutrie e animalisti Hanno dieta vegetale. Non sono un pericolo


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"La Provincia" 
23/03/17


La questione nutrie
Per sterilizzarle non vanno catturate Signor direttore,
l’anonimo ‘cerdella’ ripicca * senza riuscire ad argomentare nulla di interessante. Per sterilizzare le nutrie non serve catturarle una per una come lui o lei crede, ma basta avere a disposizione un anticoncezionale adatto e persone intelligenti che sappiano individuare maschi e femmine.
Tutto il resto rimane quello che è da decenni e quello che hanno fatto fino ad ora spendendo molto denaro pubblico non ha risolto il ‘problema’ dimostrando non solo una crudeltà perversa ma anche una totale mancanza di serietà.
Francarita Catelani (presidente della associazione Una Cremona Onlus)

*Riferimento a: C’è un limite a tutto In difesa delle nutrie Animalisti, siate seri (disponibile alla pagina: http://www.laprovinciacr.it/lettere/il-direttore-risponde/164158/lettere-al-direttore.html) 20/3/2017

sabato 1 aprile 2017

La Confidenza Lenta: LINK-ITALIA, Francesca Sorcinelli

vi consigliamo questo articolo, che presenta l'attività dell'associazione LINK ITALIA che si occupa della connessione tra violenza su animali e pericolosità sociale dei soggetti che la compiono.



La Confidenza Lenta: LINK-ITALIA, Francesca Sorcinelli: Francesca Sorcinelli è fondatrice del Progetto LINK-ITALIA nel 2009 e Presidente dell’omonima Associazione di Promozione Sociale...

sabato 18 marzo 2017

UNA Cremona in piazza a marzo (26/3/2017)

Anche a Marzo, non può mancare l'appuntamento con il nostro tavolo informativo!!!!
Troverete magliette, libri, opuscoli informativi, adesivi, qualche gadget e piccole creazioni fatte a mano...
Questo mese vi aspettiamo domenica 26 marzo... nei Giardini Pubblici di Piazza Roma a Cremona.


UNA Cremona onlus

Storia di Kina, una pseudorca prigioniera (con mail per protesta)

STORIA DI KINA
1987: al largo di Iki Island, Giappone, viene catturato un delfino nero, una pseudorca. 
Fino alla fine degli anni '80 alle isole Iki accadeva quel che accade oggi a Taiji: i cetacei più belli erano catturati per il mercato della cattività, gli altri uccisi perchè accusati di sottrarre i calamari di cui si nutrono al mercato della pesca locale. 
Kina viene venduta alla marina militare americana che la detiene all' Kaneohe Bay Hawaii assieme a due tursiopi, BJ e Boris, addestrata per la geolocalizzazione nelle missioni militari. 
Nel 1993 i tre cetacei vengono spostati in un' area di mare recintata e messi al servizio della Hawaii University per degli studi.
Le ricerche si concludono nell' agosto 2015, mantenere tre animali per l' università è una spesa, così vengono messi all' asta. 
Se li accaparra Sea Life Park (Hawaii) per una somma mai resa pubblica. 
Ma mentre Boris e CJ si esibiscono durante gli spettacoli, Kina viene confinata in una vasca sul retro del parco, sola, lontana dalla presenza degli altri cetacei con cui, sebbene di specie diversa, ha diviso la sua prigione per anni.
La sua vasca è molto piccola e poco profonda, senza alcun riparo dal sole; in natura i catacei raggiungono profondità elevate anche per ripararsi dai raggi solari, in cattività una zona d' ombra diventa indispensabile per evitare ustioni e problemi alla pelle. L' acqua è verde, densa di azoto e di rifiuti.
Sea Life Park, probabilmente consapevole di detenerle Kina in condizioni inaccettabili, non permette l' accesso alla sua vasca ai visitatori e proibisce al personale di girare video o fare foto. 
Lei galleggia inerme e muore di noia giorno dopo giorno.
Sea Life Park appartiene a Palace Entertainment, già proprietario del Miami Seaquarium, dove da 47 langue Lolita in completa solitudine (la sua storia: https://goo.gl/Q6pKWU).
Questa, la mail del curatore degli animali di Sea Park: JPawloski@sealifeparkhawaii.com    
A Kina non sarà mai restituita la libertà, ma bastano poche righe o un semplice #FREEDOMOFORKINA per chiedere che le venga concessa una sistemazione che possa almeno lenire in parte una vita di sofferenza.


Fonte: https://www.facebook.com/bastadelfinari/

Scriviamo a queste due mail: JPawloski@sealifeparkhawaii.comhdoa.info@hawaii.gov
Basta anche una semplice frase, ma facciamo tutti qualcosa per Kina!!

martedì 21 febbraio 2017

26/2/2017 UNA Cremona - tavolo informativo

UNA Cremona onlus torna in piazza anche a febbraio con il consueto tavolo informativo: volantini, libri, magliette, qualche oggetto fatto a mano... Vi aspettiamo!

Domenica 26 febbraio 2017, Piazza Stradivari a Cremona (ospiti del mercatino del biologico)

domenica 12 febbraio 2017

8/2/2017 - Incontro con il Comune di Cremona in merito ai circhi

Mercoledì 8 febbraio noi di UNA Cremona siamo andate in Comune a Cremona, ricevute da Sindaco Galimberti e assessori Manfredini (ambiente e mobilità) e Viola (trasparenza e vivibilità sociale), per consegnare le 1294 firme che avevamo raccolto online per chiedere che anche Cremona, come altre città italiane, emetta un’ordinanza per “vietare” l’attendamento di circhi con animali. (abbiamo messo le virgolette a “vietare” perché purtroppo per la legge italiana un sindaco non può vietare completamente il circo con animali sul proprio territorio, essendo attività permessa – e sovvenzionata, aggiungiamo – dallo Stato!!).
Abbiamo portato, oltre all’elenco di tutti i firmatari (consegnato nelle mani del sindaco), una copia per ciascuno di un “dossier” con:
1) Testo della petizione
2) Stampa dei commenti che alcuni firmatari hanno voluto lasciare
3) Articolo “Animali al circo: schiavi per divertimento” di Paola Re da www.lindro.it
4) Articolo “I circhi con animali in Italia tra norma e giurisprudenza, alla luce della recente posizione della Federazione Europea dei Veterinari” a cura dell’Avv. Carla Campanaro (www.dirittoambiente.net)
5) Articolo “FVE position on the use of animals in travelling circuses” della Federation of Veterinarians of Europe
6) Traduzione in italiano del precedente articolo
7) Documento di psicologi sulle valenze antipedagogiche dell’uso di animali nei circhi, nelle sagre, negli zoo – promosso dalla psicologa Annamaria Manzoni e sottoscritto da oltre 650 psicologi
8) Come esempio, Ordinanza del Comune di Modena sull’utilizzo di animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche in spettacoli e altri intrattenimenti
9) Come esempio, Ordinanza della Città di Alessandria sull’utilizzo di animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche in spettacoli e altri intrattenimenti
10) Un testo predisposto da noi, con indicazioni su “Cosa può fare un Comune per limitare la presenza di circhi con animali?” e sintesi di pareri di esperti sui circhi con animali (veterinari, scienziati, psicologi/educatori)
Sindaco e Assessori sono sembrati interessati, ci hanno comunicato che è un tema sul quale stanno già lavorando, con l’intento di predisporre un Regolamento che richieda l’applicazione delle Linee Guida CITES (sono regole abbastanza minuziose e restrittive, che si dilungano su spazi, clima, arricchimenti ambientali, tempo di gioco ecc. richieste per poter ammettere che un circo sia “adatto” a detenere animali – purtroppo, come dicevamo prima, non è possibile con le attuali norme vietare completamente, e queste regole possono essere fatte valere dai sindaci solo se richiamate esplicitamente in un proprio atto, altrimenti rimangono solo linee guida).
Prima di noi avevano già parlato anche con la LAV di Cremona, che ha consegnato le firme della loro petizione.
Abbiamo sottolineato che oltre a prevedere delle regole, sono necessari anche dei seri controlli: sindaco e assessori ci hanno dato ragione.
Quando ci sarà il passaggio in Commissione del Regolamento hanno promesso di invitarci all’audizione.
Di certo non ci dimenticheremo di questo tema e speriamo che anche loro mantengano il loro impegno e le loro promesse.

Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus

sabato 28 gennaio 2017

Lupi in pericolo PROTESTA MAIL urgente!!


Ormai tutti coloro che sono attenti al rispetto degli animali saranno già informati del pericolo immediato, serio e concreto cui stanno andando incontro i Lupi italiani: se il 2 febbraio passerà l'approvazione del Piano Nazionale di Gestione del Lupo, dopo quasi cinque decenni di tutela questo animale sarà invece "declassato" a specie cacciabile!!!!

Il loro futuro prossimo è nelle mani del Governo e dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano.

Noi abbiamo appena scritto manifestando (pacatamente ma seriamente) il nostro dissenso verso questa scelta e invitiamo i cittadini che hanno a cuore il rispetto e la vita degli animali a fare altrettanto.

Ecco gli indirizzi mail (Ministero Ambiente + Premier Gentiloni + Presidenti - Referenti Conferenza Stato Regioni - Presidenti Consigli di ogni Regione e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano):
segreteria.capogab@minambiente.it, ufficiolegislativo.segreteria@minambiente.it, segreteria.vicecapogab@minambiente.it, segreteria.ministro@minambiente.itgentiloni@governo.it,
luciano.dalfonso@regione.abruzzo.it; delegrm@regione.abruzzo.it; maurizio.pittella@regione.basilicata.it; mia.carlucci@regione.basilicata.it; presidente.consiglio@regione.basilicata.it; mario.oliverio@regione.calabria.it; segreteriatecnica.roma1@regione.calabria.it; consiglioregionale@consrc.it; seg.presidente@regione.campania.it; segre.legislativo@regione.campania.it; damelio.ros@consiglio.regione.campania.it; segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it; capodigabinetto@regione.emilia-romagna.it; presassemblea@regione.emilia-romagna.it; presidente@regione.fvg.it; uff.gab.roma@regione.fvg.it; presidente.consiglio@regione.fvg.it; segreteria.presidente@regione.lazio.it; rersue@regione.lazio.it; dleodori@regione.lazio.it; presidente@regione.liguria.it; ufficioroma@regione.liguria.it; presidenza.consiglio@regione.liguria.it; roberto_maroni@regione.lombardia.it; roberto_nepomuceno@regione.lombardia.it; raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it; luca.ceriscioli@regione.marche.it; fabrizio.costa@regione.marche.it; segreteria.presidenza@consiglio.marche.it; presidente.frattura@regione.molise.it; mariolga.mogavero@regione.molise.it; presidenza.consiglio@regione.molise.it; presidente@regione.piemonte.it; inforoma@regione.piemonte.it; mauro.laus@cr.piemonte.it; segreteria.presidente@regione.puglia.it; refconfpres@regione.puglia.it; presidente@consiglio.puglia.it; dsari@regione.sardegna.it; ademartini@regione.sardegna.it; presidenzaconsiglio@consregsardegna.it; segreteria.presidente@regione.sicilia.it; d.dirosa@regione.sicilia.it; presidente@ars.sicilia.it; enrico.rossi@regione.toscana.it; segreteria.conferenze@regione.toscana.it; a.monaci@consiglio.regione.toscana.it; presidente@regione.taa.it; katharina.tasser@provinz.bz.it; presidente@regione.umbria.it; ntassini@regione.umbria.it; donatella.porzi@alumbria.it; presidenza@regione.vda.it; s-statoregioni@regione.vda.it; presidenza@regione.veneto.it; presidenza@consiglioveneto.it; rapportistatoregioni@regione.veneto.it; presidente@provincia.bz.it; ufficiodiroma@provincia.bz.it; presidente@consiglio-bz.org; presidente@provincia.tn.it; serv.relistituz@provincia.tn.it; presidenza@consiglio.provincia.tn.it


Noi abbiamo scritto questo, scrivete anche voi, bastano anche due parole per dare voce a chi non ha voce.
Alla cortese attenzione del Ministero dell’Ambiente
e dell’Associazione Coldiretti
 Egregi Signori,siamo profondamente contrari al progetto di riaprire la caccia al lupo in Italia, dopo decenni di protezione di questa specie, nella quale non si è comunque riusciti a fare azioni concrete contro il bracconaggio. Ora la relazione uomo-lupo, con la scusa di tutelare esclusivamente una delle due parti (l’uomo), sarà irrimediabilmente compromessa con l’uccisione della parte più debole, nonostante ciò non sia né necessario né accettato dalla maggioranza della popolazione italiana. Esistono metodi ecologici alternativi all’uccisione di animali, che devono essere presi in considerazione e seriamente applicati.Ci auguriamo che il Piano di prelievo del lupo (e dei cani inselvatichiti) non passi, altrimenti sarà una sconfitta della società e della cultura di rispetto per tutti gli animali che dovrebbe essere il presente e il futuro dell’esistenza umana sul pianeta Terra, lasciando nel passato inutili e crudeli paradigmi di sopraffazione del più forte sul più debole attraverso la violenza e la morte. Cordiali Saluti Associazione UNA Cremona onlus

martedì 24 gennaio 2017

Allarme danni diossido di titanio...e test su animali

Notizia ricevuta da Antidote Europe, che giriamo volentieri:

ALLARME SUI DANNI DEL DIOSSIDO DI TITANIO, UN ADDITIVO ALIMENTARE MOLTO DIFFUSO
La messa in commercio di questo prodotto è stata autorizzata grazie ai test su animali, mentre ora si diffonde l'allarme basandosi su... test su animali (!). Questo articolo de "Le Monde" confessa: "Anche se gli scienziati sottolineano che i loro risultati non sono direttamente trasferibili all'uomo, si tratta comunque di un serio allarme sanitario rivolto a consumatori e poteri pubblici". (Antidote Europe - traduzione del commento con cui l'articolo seguente è stato presentato sulla loro pagina facebook)


Nostro commento: ... Insomma, di certo c'è una cosa: i test su animali non sono affidabili, non sono predittivi. Quello che sostengono anche gli antivivisezionisti. Ma siamo presi per dei pazzi disfattisti che vogliono solo il male del mondo e dell'uomo... salvo poi che si autorizzano queste cose. E si continuerà ancora per molto a discutere se questa e altre sostanze siano nocive o no per l'uomo, ma testando su animali che mai le mangerebbero!!!
La follia.

domenica 8 gennaio 2017

La voluta ignoranza uccide

(lettera ai giornali cremonesi, 8/1/2017)

La voluta ignoranza uccide

Ancora una volta sentiamo parlare di uccisione di nutrie, di investimenti di migliaia di euro in cartucce e gabbie trappola per eliminare le nutrie dalle nostre campagne.
Non se ne può più! Quante vittime sono state fatte in questa mattanza, messa in atto da decenni senza effettivi risultati?
E ora si aggiungono pure i cinghiali: anche per loro in arrivo uccisioni promesse come soluzione al “sovrappopolamento” e ai danni arrecati… e, considerate le munizioni utilizzate, questi interventi di caccia al cinghiale pongono dei problemi di sicurezza e pubblica incolumità che non possiamo ignorare, vista la quantità di morti e feriti tra umani e animali domestici che ogni stagione venatoria porta con sé...
Per le nutrie come per i cinghiali, non abbiamo mai visto messi in atto e testati interventi alternativi alla loro uccisione, come ad esempio recinti elettrificati, reti, sottopassi, dissuasori, shelter, reti di rinforzo degli argini, sterilizzazioni.
Se, invece, venissero ascoltati gli esperti che propongono altri metodi, ecologici e non cruenti, si potrebbe convivere con questi animali senza problemi. Si ignorano volutamente queste soluzioni.
Già, ma allora cacciatori e selecontrollori come farebbero ad uccidere, con il sostegno mediatico di politici e amministratori ed economico (involontario) dei contribuenti?  
  

Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)